mercoledì 9 maggio 2012

un pò più grande

è successo così. all'improvviso. al mattino soliti gesti. colazione, abluzione, vestizione. si ritorna alla normalità. alle proprie giornate. lei ai giochi, io al computer. in macchina è silente. la musica di sottofondo distrae da motori arrabbiati e facce assonnate. il semaforo, il vigile che c'invita a passare, il lungo rettilineo. fino a giù. la ruspa degli scavi archeologici è gialla, ma è ferma. minou in posizione saluto al sole, sembra delusa. ecco rallento. ecco la corsia giusta. siamo arrivate. tetta, fino a che finisce la canzone. pipì vicino a pocoyo (minou dà sempre un nome alle cose, anche alla mia macchina, che è azzurra pocoyo). no, non mi scende. va bene, la facciamo insieme ai bagnetti. mi si avviticchia, trepidante. in marcia. il cancello verde ci occhieggia. un rumore rauco del videocitofono, e il giardino si apre pieno di giochi. oh, guarda ci sono anche i gonfiabili! che bello! ecco le scale. scendiamo, appiccicate, mamma. restiamo così, fiato dentro il fiato. appendini. k-way giallo che vola via. pipì ai bagnetti, c'è l'omino delle pulizie, ma possiamo andare. saliamo la scala. l'abbraccio è sempre più stretto. quando te lo dicono, mamma. vai via, quando te lo dicono. ti accompagno fino a là, fino all'angolo. raggiungiamo l'angolo. ad altezza minou, le boccuccia è un bacio a ventosa. vado. buona giornata. dopo, il mio rito è un distributore. un cappuccino. lo sorseggio fino alla macchina. un trenino di bambini mi sfila davanti. provo a nascondermi. minou non mi vede. solo io. il treno si scioglie in giardino.. circospetta, mi avvio sullo stesso sentiero. passi su passi. e poi sono lì. dietro a un cespuglio. la scorgo. le manine che torcono la maglietta. il faccino spaesato. le ripeto mentalmente: minou, avvicinati allo scivolo, avvicinati allo scivolo. ma lei rimane immobile. il faccino contratto. il mio sguardo incrocia quello di lalla. una muta preghiera. avvicinati. io non posso. io non devo. sto andando via. lalla è accanto a lei. e poi ecco, d'improvviso il pianto. il cuore perde un battito. tutte le cellule sono scappate da lei. i piedi di granito dietro al cespuglio. non posso, non devo. è solo lacrime. interminabile. so che non si farà consolare. so che vorrà farcela da sola. poi lalla le tende la mano. vanno insieme a prendere qualcosa. il pianto non c'è più. adesso ho il cuore più leggero. da oggi minou è un pò più grande.

Nessun commento:

Posta un commento