febbre, febbre, febbre e ancora febbre. con la rassegnazione di un monaco tibetano, minou sopporta gli assalti dei trentanove e sei gradi celsius. non parla. la voce, un sussurro. le braccine tese. una domanda muta. e si, ti prendo. e si, passiamo insieme ginevra, l'aspirapolvere che il pavimento è soffocato dalla polvere e lucia, che-lo-sporco-porta-via, ha dato buca all'ultimo momento. e si, teniamoci abbracciate mentre parlo al telefono per posticipare un inpserato colloquio di lavoro. ho trovato comprensione dall'altro capo del filo. nessun problema, dunque. nessun bivio.
mamma a tutto tondo.
non ha voce il dilemma figlio o lavoro.
ci sono. sono qui per te.
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